Top 50 best italian songs: le migliori canzoni Italiane di sempre secondo Inside Music

Top 50 best italian songs: le migliori canzoni Italiane di sempre secondo Inside Music


Quante volte vi sarà capitato, anche solo per gioco, di provare a stilare una classifica delle migliori canzoni che il panorama musicale Italiano ci ha regalato in tanti anni di onorata carriera? Chi più chi meno qualunque appassionato di musica prima o poi si pone il fatidico quesito. Quindi ecco a voi, stilata appositamente dalla redazione di Inside Music, una classifica di quelle che sono, a nostro parere, le migliori canzoni che la scena nostrana può vantare nel suo curricula. Che vogliate godervela tra le mura di casa, in auto o camminando per le strade della vostra città con un buon paio di cuffie, ecco a voi la playlist ideale per un viaggio che parte dagli anni 60 arrivando fino al giorno d’oggi.


  1. Impressioni di settembre – PFM
  2. La cura – Franco Battiato
  3. Il testamento di Tito – Fabrizio De Andrè
  4. Emozioni – Lucio Battisti
  5. Sally – Vasco Rossi
  6. Acqua e sale – Mina & Celentano
  7. La storia siamo noi – Francesco De Gregori
  8. Almeno tu nell’universo – Mia Martini
  9. Dune Mosse – Zucchero
  10. Extraterrestre – Eugenio Finardi
  11. Il cielo – Renato Zero
  12. Luci a est – Elisa
  13. Nel blu dipinto di blu – Domenico Modugno
  14. Quello che non c’è – Afterhours
  15. Anna e Marco – Lucio Dalla
  16. Bella senz’anima – Riccardo Cocciante
  17. Pensiero stupendo – Patty Pravo
  18. La libertà – Giorgio Gaber
  19. Napul’è – Pino Daniele
  20. Il cielo in una stanza – Gino Paoli
  21. America Goodbye – Alberto Radius
  22. Ma il cielo è sempre più blu – Rino Gaetano
  23. Quello che le donne non dicono – Fiorella Mannoia
  24. La costruzione di un amore – Ivano Fossati
  25. Perdere l’amore – Massimo Ranieri
  26. Una carezza in un pugno – Adriano Celentano
  27. L’isola che non c’è – Edoardo Bennato
  28. Luci a San Siro – Roberto Vecchioni
  29. L’avvelenata – Francesco Guccini
  30. Ciao amore ciao – Luigi Tenco
  31. America – Gianna Nannini
  32. Amor mio – Mina
  33. Urlando contro il cielo – Ligabue
  34. Luglio agosto settembre (nero) – Area
  35. Con il nastro rosa – Lucio Battisti
  36. E la luna bussò – Loredana Berté
  37. Lontano dagli occhi – Sergio Endrigo
  38. Cogli la prima mela – Angelo Branduardi
  39. El diablo – Litfiba
  40. Teorema – Marco Ferradini
  41. Tutti i miei sbagli – Subsonica
  42. Annarella – CCCP
  43. Ed ero contentissimo – Tiziano Ferro
  44. L’ombelico del mondo – Jovanotti
  45. La descrizione di un attimo – Tiromancino
  46. Il ragazzo della via Gluck – Adriano Celentano
  47. Sì viaggiare – Lucio Battisti
  48. Se telefonando – Mina
  49. 29 settembre – Equipe 84
  50. Pigro – Ivan Graziani

Lorenzo Natali
Amante della musica e dell’arte in tutte le sue forme. Studente di lettere, musicista e compositore (forse un giorno anche in modo professionale) ma, soprattutto, eterno eccessivo pensatore. Tendenzialmente bonario ed aperto ad ogni sound, raramente critico in modo cinico e accanito tanto da doversi sottoporre a censura. Forse, però, è meglio così….

24 Novembre 2017|
Per comunicati e informazioni: redazione@insidemusic.it
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CHE SCHERZO MI FAI/BUONASERA DOTTORE

CHE SCHERZO MI FAI/BUONASERA DOTTORE

Interprete: CLAUDIA MORI

Etichetta: CLAN
Catalogo: CLN 2600
Data di pubblicazione: Settembre 1974
Matrici: 16 CLN 2600-1N/16 CLN 2600-2N
Supporto:vinile 45 giri
Tipo audio: Stereo
Dimensioni: 17,5 cm.
Facciate: 2
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NOTE Data matrici: 25 Luglio / Fotografia di Vincenzino Falsaperla / Distribuito da Messaggerie Musicali – Milano

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BRANI

LATO A

CHE SCHERZO MI FAI

Autori: Gianni Dall’Aglio, Paolo Limiti

LATO B

BUONASERA DOTTORE

Autori: Paolo Limiti, Shel Shapiro

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PRODUTTORE

Alessandro Pintus

ORCHESTRA

Mariano Detto

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DISCOGRAFIA NAZIONALE DELLA CANZONE ITALIANA

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CLAUDIA Mori – BUONASERA DOTTORE (1974)

ORRORE A 33 GIRI

CLAUDIA MORI – BUONASERA DOTTORE (1974)

Di Alex Bonaiuti – 16/02/2016 2

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Ah! Che nostalgia l’adulterio prima dell’avvento dei cellulari, di internet e dei social network.

I ricordi corrono sul filo di fugaci incontri tra baffuti mariti fedifraghi e casalinghe annoiate in sordidi motel padani, o appartati nelle Alfa Giulia in stradine di campagna con l’apprensione per eventuali guardoni (o, peggio, mostri di provincia). E vogliamo metterci anche il rischio di essere beccati per la presenza di capelli biondi sulla giacca se la coniuge era mora? Oppure per le tracce di rossetto sul colletto della camicia o peggio di bigliettini con numeri telefonici accartocciati nelle tasche dei pantaloni buoni? Tra queste situazioni incresciose (ed obsolete) poniamo anche la telefonata dell’amante dissimulata per non insospettire la mogliera gelosa… e via sotto le lenzuola della concubina senza nemmeno il disturbo di spegnere il cellulare, tanto non era stato ancora inventato.

Nel 1974 dicevamo, la scappatella era sì moralmente condannata dalla Chiesa e dal suo omologo governativo (la DC), ma era anche un segno della liberazione dei costumi sociali arrivata in ritardo nell’italico stivale, insieme a quella sessuale. In pratica ciò che negli anni ’50 si sarebbe taciuto in quanto vergogna inaccettabile (ma presente comunque), nei ’70 sarebbe stato in qualche modo “riconosciuto” ma ovviamente non tollerato tout-court dalla morale comune e da certa censura.

Queste atmosfere pruriginose di metà anni ’70 le ritroviamo nel magnifico lato b che per una volta surclassa senza se e senza ma il brano portante, la più canonica “Che Scherzo Mi Fai”, dimenticabile e dimenticato riempitivo che serve solo a sottolineare i limiti canori della signora Celentano e a farci venire voglia di ascoltare il brano sul retro.

“Buonasera Dottore”, scritto da Paolo Limiti e musicato da Shel Shapiro, fu inizialmente pensato per Mina che lo rifiutò. Poco male poiché il maestro Detto Mariano ricopre questo valzer con una scorpacciata di archi e (soprattutto all’incipit) di drammaticità cinematica molto simile alla immortale colonna sonora di Nino Rota de “Il Padrino”, film uscito solo due anni prima. Adriano Celentano, che a quei tempi era attento a captare il polso dei vizi e delle virtù del Belpaese e tradurli in canzonette, produsse il 45 giri della bella moglie Claudia Mori sulla solita etichetta Clan, ottenendo subito il primo posto nelle classifiche di vendita proprio grazie a “Buonasera Dottore”, segno che l’argomento suscitava l’interesse dell’acquirente adulto.

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La forza attrattiva della canzone va ricercata, oltre che nell’argomento comunque scabroso per quegli anni, anche nel disorientante gioco delle parti qui sbilanciato verso l’amante femmina (la Mori) che chiama al telefono un uomo sposato con cui ha una liason per convincerlo a passare la notte da lei, spronandolo a raccontare una balla di lavoro alla consorte inconsapevole e tentandolo carnalmente con versi come:

Ma vieni appena puoi
Anche tardi se tu vuoi
Io tanto non dormirei
Quanto mi manchi non sai

Ho sciolto tutti i capelli giù
Ed ho il profumo che mi hai dato tu

Ovviamente per non farsi scoprire, il “dottore” (curiosamente non accreditato, ma pare che fosse Franco Morgan o Alberto Lupo) risponde molto laconicamente alle profferte miagolate dalla bella Claudia facendo finta si tratti di un urgenza professionale, fino a capitolare “Va bene se è proprio necessario, vengo”. E questo è il colpo di genio: generare empatia all’ascolto di una donna sensuale che reclama la compagnia dell’amato anche se già impegnato sentimentalmente. Ciò non sarebbe chiaramente avvenuto se il brano avesse avuto il dottore come protagonista della telefonata (il fedifrago) che avvisava l’amante (la svergognata) della sua imminente visita notturna, vi pare?

Forse non a caso il disco uscì in un periodo in cui i tabloid scandalistici riportavano spesso presunti dissapori nella famosa coppia più bella del mondo a causa delle presunte scappatelle del molleggiato, facendo da trampolino di lancio al brano, oltre alla indiscutibile avvenenza della Mori davvero in splendida forma all’epoca. Del resto Adriano ci aveva già avvisato quattro anni prima (vincendo Sanremo): “Chi Non Lavora Non Fa l’Amore“, quindi: meglio laurearsi in medicina e farsi l’amante.

Buonanotte dottore e mi raccomando: occhio alle tracce di rossetto sulla camicia…

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By ORRORE A 33 GIRI

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Orrore a 33 Giri è l’alternativa al mondano e al mediocre. L’unico lido felice del web dove si parla di musica diversamente bella in maniera diversamente seria.

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© Orrore a 33 Giri

Patty Pravo INCONTRO ▪ Recensioni Album Songs 

PRAVISSIMA Recensioni Album Songs


Patty Pravo

INCONTRO
Raul Rizzardi RitZ’Ó



INCONTRO; un “progetto” RCA del 1975, un po’ defilato rispetto a molti altri album di Nicoletta, un po a causa di una promozione debole ed un po forse per un lieve calo di popolarità dell’Artista , che sempre di più opta per scelte raffinate ed un po’ e elittarie. L’album è stato però poi rivalutato dal pubblico e oggi per alcuni risulta essere uno dei dischi più belli della PRAVO . Credo che la voce di PATTY sia ,nell’album, in uno dei suoi momenti top sia come grana vocale che come intensità e pulizia, perfetta per interpretare i brani di questo album , fatti di grandi melodie ma mai banali e soprattutto adatti solo alla sua voce e al suo stile interpretativo.

Da ascoltare tra tutti: QUESTO AMORE SBAGLIATO ; un brano di rara intimità e dalla bellezza essenziale, ROBERTO e L’AQUILONE , dove il testo davvero poetico di BRUNO LAUZI e assoluto protagonista; LE TUE MANI SU DI ME di ANTONELLO VENDITTI; MERCATO DEI FIORI dove la genialità e la raffinatezza di F.DE GREGORI è invece una fotografia racconto tutto al femminile che unito all’interpretazione di PATTY svela un brano visionario echeggiato dalla sua voce limpida tra canto e racconto e poi INCONTRO,dove la “Pravo” recita una parte del brano, credibile come sempre e forte del poetico ma moderno testo di M.FABRIZIO che sarebbe diventato negli anni uno tra gli autori più apprezzati nel panorama della musica italiana.
Da non trascurare le cover ; da MANDY (RISPONDI) di SCOTT ENGLISH – KERR ed il meraviglioso testo di SERGIO BARDOTTI a CAN’T GET IT OUT OF MY HEAD (COME UN PONTE SULL’ACQUA CHE VA) di LYNNE e sempre BARDOTTI protagonista
A completare il progetto gli arrangiamenti di TOTO TORQUATI , la produzione di GEPY & GEPY e le suggestive foto di ARPAD KERTESZ

Raul Rizzardi RitZ’Ó per PRAVISSIMA – Facebook / WordPress
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Mia Martini: a 22 anni dalla scomparsa

12 maggio 2017


Mia Martini: a 22 anni dalla scomparsa, l’icona della canzone italiana piace anche ai giovani artisti

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Il 12 maggio 1995 moriva Mia Martini, una delle più grandi signore della canzone d’autore italiana, riconosciuta come tale non solo da noi che la ricordiamo perché l’abbiamo ascoltata, quand’era in vita, ma anche dalla nuova generazione di artisti, come Ermal Meta

di LAURA SALONIA

Almeno tu nell’universo, La nevicata del ’56, Gli uomini non cambiano, Piccolo uomo, Donna sola, Minuetto. E poi Il guerriero, Inno, Donna con te, Che vuoi che sia…, Libera, Per amarti. Bastava la prima nota accennata dall’inconfondibile voce di Mia Martini per amarle, queste canzoni che molti di noi hanno ascoltato durante l’infanzia o poco più. Eppure sono passati 22 anni da quando lei non c’è più, ma le sappiamo ancora a memoria. E ancora ci emozionano. Era il 14 maggio del 1995  quando la cantante calabrese Domenica Berté, chiamata Mimì da chi la amava, fu trovata senza vita, a 47 anni, nella sua casa a Cardano al Campo, in provincia di Varese, dove si era trasferita da poco.
In realtà il suo decesso era avvenuto due giorni prima, senza che nessuno se ne accorgesse, ed è proprio della sua solitudine che si è spesso parlato, in questi due decenni abbondanti dalla sua morte.


Ma la sua voce e la sua musica stanno attraversando ancora un’altra generazione di giovani artisti. Come Ermal Meta che, in un’intervista in diretta su AdnKronos Live, ha detto: «Un duetto con lei no, perché non mi sarei mai permesso, ma il mio sogno sarebbe stato quello di scrivere un pezzo per Mia Martini». Meta, in giro per l’Italia con il suo ‘Vietato Morire Tour’,  a Sanremo ha conquistato il terzo posto tra i Big e il Premio della Critica, intitolato proprio a Mia Martini.

Il rapporto conflittuale con il padre e le malelingue le rovinarono la carriera, oltre all’esistenza, e Mia trovò la conferma del suo talento solo agli inizi degli anni Novanta, poco prima della sua scomparsa. Per ricordarla, nell’anniversario della sua morte, nel 2015, la casa editrice Frassinelli ha pubblicato Il cielo resta quello di Francesco Leto. Non una biografia, ma un romanzo corale in cui la cantante di Almeno tu nell’universo compare come personaggio minore, ma comunque importante, presente dall’inizio fino all’ultima pagina. Il tutto sullo sfondo di quella Bagnara Calabra dove la Martini è nata e cresciuta con le sorelle, tra cui Loredana Berté, la madre Salvina, maestra di scuola elementare, e il padre Giuseppe, insegnante di greco e latino. «Ho inserito delle vicende vere in una cornice legata al mio immaginario personale, in una costruzione narrativa ispirata alle mie origini calabresi», ha raccontato a Iodonna Francesco Leto, classe 1983, già autore di Suicide Tuesday.

http://http://www.iodonna.it/

Patty Pravo INCONTRO ▪ Recensioni Album Songs 

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Patty Pravo
INCONTRO
Raul Rizzardi RitZ’Ó



INCONTRO
; un “progetto” RCA del 1975, un po’ defilato rispetto a molti altri album di Nicoletta, un po a causa di una promozione debole ed un po forse per un lieve calo di popolarità dell’Artista , che sempre di più opta per scelte raffinate ed un po’ e elittarie. L’album è stato però poi rivalutato dal pubblico e oggi per alcuni risulta essere uno dei dischi più belli della PRAVO . Credo che la voce di PATTY sia stata in uno dei suoi momenti top sia come grana vocale che come intensità e pulizia, perfetta per interpretare i brani di questo album , fatti di grandi melodie ma mai banali e soprattutto adatti solo alla sua voce e al suo stile interpretativo.

Da ascoltare tra tutti: QUESTO AMORE SBAGLIATO ; un brano di rara intimità e dalla bellezza essenziale, ROBERTO e L’AQUILONE , dove il testo davvero poetico di BRUNO LAUZI e assoluto protagonista; LE TUE MANI SU DI ME diANTONELLO VENDITTI; la genialità e la raffinatezza di F.DE GREGORI con MERCATO DEI FIORI è invece una fotografia racconto tutto al femminile che unito all’interpretazione di PATTY svela un brano visionario echeggiato dalla sua voce limpida tra canto e racconto e poi INCONTRO,dove PATTY recita una parte del brano, credibile come sempre e forte del poetico ma moderno testo di M.FABRIZIO che sarebbe diventato negli anni uno tra gli autori più apprezzati nel panorama della musica italiana.

Da non trascurare le cover ; da MANDY (RISPONDI) di SCOTT ENGLISH – KERR ed il meraviglioso testo di SERGIOBARDOTTI a CAN’T GET IT OUT OF MY HEAD (COME UN PONTE SULL’ACQUA CHE VA) di LYNNE e sempreBARDOTTI protagonista

A completare il progetto gli arrangiamenti di TOTO TORQUATI , la produzione di GEPY & GEPY e le suggestive foto diARPAD.

 

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Raul Rizzardi RitZ’Ó per PRAVISSIMA – Facebook
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ORNELLA VANONI IO DENTRO

ORNELLA VANONI

IO DENTRO

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TRACCE   

Gli amori finiti – 4:08 – (G. D’Adamo – Sergio Bardotti – Gianni Belleno – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)


Va la mente va –
3:27 – (G. D’Adamo – Sergio Bardotti – Gianni Belleno – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)


Lo
specchio – 3:17 – (Testo di Alessandro Masuero – G. D’Adamo – Gianni Belleno; musica di Sergio Bardotti – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)


Tatuaggio
– 3:35 – (Sergio Bardotti – Chico Buarque
)Quale allegria – 3:58 – (Lucio Dalla)


Se ci sarà domani
– 3:54 – (Testo di Ezio Picciotta – Sergio Bardotti; musica di Dario Farina)


Caro dolce bambino
– 4:45 – (Testo di Ezio Picciotta – Sergio Bardotti; musica di Dario Farina)


Occhi
negli occhi (Olhos nos olhos) – 3:03 – (Sergio Bardotti – Chico Buarque de Hollanda)


Angela e angela
– 3:37 – (Testo di G. D’Adamo – Gianni Belleno; musica di Sergio Bardotti – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)


Tutti vanno via
– 3:18 – (Testo di G. D’Adamo – Gianni Belleno; musica di Sergio Bardotti – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)

 
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Gli amori finiti” venne presentata nel corso della serata finale dell’edizione 1978 di Festivalbar

La versione in CD, stampata in pochissime copie dalla Fonit Cetra nel 1989 (CMD 2046), contiene i brani di entrambi gli album

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Io dentro

Ornella Vanoni. Pubblicazione 1977
Etichetta Vanilla, OVL 2008
Produttore Sergio Bardotti

Album precedente

Canzoni da films

(1976)

Album successivo

Io fuori

(1977)

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Il disco

Quasi tutti i testi portano la firma di Gianni Belleno e Giorgio D’Adamo del complesso dei New Trolls.

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