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Raul Rizzardi Ritz’Ó


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MY WEB SPACE

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PRAVISSIMA – Patty Pravo – L’Ultima Diva

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PRAVISSIMA -Patty Pravo – L’Ultima Diva

Biografie, Immagini, Video, Testi, Ricordi, Curiosità, Rassegna Stampa, Discografia, Selezioni Bibliografiche, Novita e Pensieri Stupendi sull’ultima vera Diva della Musica italiana: Patty Pravo

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Divina, Sofisticata, Eccentrica, Elegante, Trasgressiva, Imprevedibile … ma soprattutto …

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Raul Rizzardi RitZ’Ó Communications

Ritz’Ó MAGAZINE

Progetti di Comunicazione Creativa

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PRAVISSIMA PORTFOLIO

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Patty Pravo – Universo di Immagini PRAVISSIME

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SCATTI E SCRITTI

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“raccolte di emozioni tra scattiescritti”

Questo spazio vuole essere un book che pagina dopo pagina raccoglie sensazioni, idee, pensieri, tra scritti e scatti , immagini e parole, in assoluta libertà di pensiero ; UNCENSORED .

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EMOZIONI PRIVATE

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frammenti di passioni che mi danno emozione e mi colorano la vita

Poesie, Racconti, Pensieri, Considerazioni, Canzoni, Immagini, Aneddoti, Riflessioni… Cinema, Teatro, Televisione, Carta Stampata …

Tutto è possibile…

L’L’importante è che ogni cosa sia distinta dal bello e solo così può regalarmi passione e magica emozione.

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PASSIONE MUSICA ITALIA

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Cantanti, Canzoni e Tutto ciò che ci Gira intorno

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AMOR MIO

Pensieri, Poesie, Racconti, Confessioni, Peccati, Segreti, Immagini e Rivelazioni sull’Universo AMORE

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CHE SCHERZO MI FAI/BUONASERA DOTTORE

CHE SCHERZO MI FAI/BUONASERA DOTTORE

Interprete: CLAUDIA MORI

Etichetta: CLAN
Catalogo: CLN 2600
Data di pubblicazione: Settembre 1974
Matrici: 16 CLN 2600-1N/16 CLN 2600-2N
Supporto:vinile 45 giri
Tipo audio: Stereo
Dimensioni: 17,5 cm.
Facciate: 2
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NOTE Data matrici: 25 Luglio / Fotografia di Vincenzino Falsaperla / Distribuito da Messaggerie Musicali – Milano

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BRANI

LATO A

CHE SCHERZO MI FAI

Autori: Gianni Dall’Aglio, Paolo Limiti

LATO B

BUONASERA DOTTORE

Autori: Paolo Limiti, Shel Shapiro

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PRODUTTORE

Alessandro Pintus

ORCHESTRA

Mariano Detto

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DISCOGRAFIA NAZIONALE DELLA CANZONE ITALIANA

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CLAUDIA Mori – BUONASERA DOTTORE (1974)

ORRORE A 33 GIRI

CLAUDIA MORI – BUONASERA DOTTORE (1974)

Di Alex Bonaiuti – 16/02/2016 2

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Ah! Che nostalgia l’adulterio prima dell’avvento dei cellulari, di internet e dei social network.

I ricordi corrono sul filo di fugaci incontri tra baffuti mariti fedifraghi e casalinghe annoiate in sordidi motel padani, o appartati nelle Alfa Giulia in stradine di campagna con l’apprensione per eventuali guardoni (o, peggio, mostri di provincia). E vogliamo metterci anche il rischio di essere beccati per la presenza di capelli biondi sulla giacca se la coniuge era mora? Oppure per le tracce di rossetto sul colletto della camicia o peggio di bigliettini con numeri telefonici accartocciati nelle tasche dei pantaloni buoni? Tra queste situazioni incresciose (ed obsolete) poniamo anche la telefonata dell’amante dissimulata per non insospettire la mogliera gelosa… e via sotto le lenzuola della concubina senza nemmeno il disturbo di spegnere il cellulare, tanto non era stato ancora inventato.

Nel 1974 dicevamo, la scappatella era sì moralmente condannata dalla Chiesa e dal suo omologo governativo (la DC), ma era anche un segno della liberazione dei costumi sociali arrivata in ritardo nell’italico stivale, insieme a quella sessuale. In pratica ciò che negli anni ’50 si sarebbe taciuto in quanto vergogna inaccettabile (ma presente comunque), nei ’70 sarebbe stato in qualche modo “riconosciuto” ma ovviamente non tollerato tout-court dalla morale comune e da certa censura.

Queste atmosfere pruriginose di metà anni ’70 le ritroviamo nel magnifico lato b che per una volta surclassa senza se e senza ma il brano portante, la più canonica “Che Scherzo Mi Fai”, dimenticabile e dimenticato riempitivo che serve solo a sottolineare i limiti canori della signora Celentano e a farci venire voglia di ascoltare il brano sul retro.

“Buonasera Dottore”, scritto da Paolo Limiti e musicato da Shel Shapiro, fu inizialmente pensato per Mina che lo rifiutò. Poco male poiché il maestro Detto Mariano ricopre questo valzer con una scorpacciata di archi e (soprattutto all’incipit) di drammaticità cinematica molto simile alla immortale colonna sonora di Nino Rota de “Il Padrino”, film uscito solo due anni prima. Adriano Celentano, che a quei tempi era attento a captare il polso dei vizi e delle virtù del Belpaese e tradurli in canzonette, produsse il 45 giri della bella moglie Claudia Mori sulla solita etichetta Clan, ottenendo subito il primo posto nelle classifiche di vendita proprio grazie a “Buonasera Dottore”, segno che l’argomento suscitava l’interesse dell’acquirente adulto.

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La forza attrattiva della canzone va ricercata, oltre che nell’argomento comunque scabroso per quegli anni, anche nel disorientante gioco delle parti qui sbilanciato verso l’amante femmina (la Mori) che chiama al telefono un uomo sposato con cui ha una liason per convincerlo a passare la notte da lei, spronandolo a raccontare una balla di lavoro alla consorte inconsapevole e tentandolo carnalmente con versi come:

Ma vieni appena puoi
Anche tardi se tu vuoi
Io tanto non dormirei
Quanto mi manchi non sai

Ho sciolto tutti i capelli giù
Ed ho il profumo che mi hai dato tu

Ovviamente per non farsi scoprire, il “dottore” (curiosamente non accreditato, ma pare che fosse Franco Morgan o Alberto Lupo) risponde molto laconicamente alle profferte miagolate dalla bella Claudia facendo finta si tratti di un urgenza professionale, fino a capitolare “Va bene se è proprio necessario, vengo”. E questo è il colpo di genio: generare empatia all’ascolto di una donna sensuale che reclama la compagnia dell’amato anche se già impegnato sentimentalmente. Ciò non sarebbe chiaramente avvenuto se il brano avesse avuto il dottore come protagonista della telefonata (il fedifrago) che avvisava l’amante (la svergognata) della sua imminente visita notturna, vi pare?

Forse non a caso il disco uscì in un periodo in cui i tabloid scandalistici riportavano spesso presunti dissapori nella famosa coppia più bella del mondo a causa delle presunte scappatelle del molleggiato, facendo da trampolino di lancio al brano, oltre alla indiscutibile avvenenza della Mori davvero in splendida forma all’epoca. Del resto Adriano ci aveva già avvisato quattro anni prima (vincendo Sanremo): “Chi Non Lavora Non Fa l’Amore“, quindi: meglio laurearsi in medicina e farsi l’amante.

Buonanotte dottore e mi raccomando: occhio alle tracce di rossetto sulla camicia…

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By ORRORE A 33 GIRI

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Orrore a 33 Giri è l’alternativa al mondano e al mediocre. L’unico lido felice del web dove si parla di musica diversamente bella in maniera diversamente seria.

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© Orrore a 33 Giri

Patty Pravo INCONTRO ▪ Recensioni Album Songs 

PRAVISSIMA Recensioni Album Songs


Patty Pravo

INCONTRO
Raul Rizzardi RitZ’Ó



INCONTRO; un “progetto” RCA del 1975, un po’ defilato rispetto a molti altri album di Nicoletta, un po a causa di una promozione debole ed un po forse per un lieve calo di popolarità dell’Artista , che sempre di più opta per scelte raffinate ed un po’ e elittarie. L’album è stato però poi rivalutato dal pubblico e oggi per alcuni risulta essere uno dei dischi più belli della PRAVO . Credo che la voce di PATTY sia ,nell’album, in uno dei suoi momenti top sia come grana vocale che come intensità e pulizia, perfetta per interpretare i brani di questo album , fatti di grandi melodie ma mai banali e soprattutto adatti solo alla sua voce e al suo stile interpretativo.

Da ascoltare tra tutti: QUESTO AMORE SBAGLIATO ; un brano di rara intimità e dalla bellezza essenziale, ROBERTO e L’AQUILONE , dove il testo davvero poetico di BRUNO LAUZI e assoluto protagonista; LE TUE MANI SU DI ME di ANTONELLO VENDITTI; MERCATO DEI FIORI dove la genialità e la raffinatezza di F.DE GREGORI è invece una fotografia racconto tutto al femminile che unito all’interpretazione di PATTY svela un brano visionario echeggiato dalla sua voce limpida tra canto e racconto e poi INCONTRO,dove la “Pravo” recita una parte del brano, credibile come sempre e forte del poetico ma moderno testo di M.FABRIZIO che sarebbe diventato negli anni uno tra gli autori più apprezzati nel panorama della musica italiana.
Da non trascurare le cover ; da MANDY (RISPONDI) di SCOTT ENGLISH – KERR ed il meraviglioso testo di SERGIO BARDOTTI a CAN’T GET IT OUT OF MY HEAD (COME UN PONTE SULL’ACQUA CHE VA) di LYNNE e sempre BARDOTTI protagonista
A completare il progetto gli arrangiamenti di TOTO TORQUATI , la produzione di GEPY & GEPY e le suggestive foto di ARPAD KERTESZ

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Mia Martini: a 22 anni dalla scomparsa

12 maggio 2017


Mia Martini: a 22 anni dalla scomparsa, l’icona della canzone italiana piace anche ai giovani artisti

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Il 12 maggio 1995 moriva Mia Martini, una delle più grandi signore della canzone d’autore italiana, riconosciuta come tale non solo da noi che la ricordiamo perché l’abbiamo ascoltata, quand’era in vita, ma anche dalla nuova generazione di artisti, come Ermal Meta

di LAURA SALONIA

Almeno tu nell’universo, La nevicata del ’56, Gli uomini non cambiano, Piccolo uomo, Donna sola, Minuetto. E poi Il guerriero, Inno, Donna con te, Che vuoi che sia…, Libera, Per amarti. Bastava la prima nota accennata dall’inconfondibile voce di Mia Martini per amarle, queste canzoni che molti di noi hanno ascoltato durante l’infanzia o poco più. Eppure sono passati 22 anni da quando lei non c’è più, ma le sappiamo ancora a memoria. E ancora ci emozionano. Era il 14 maggio del 1995  quando la cantante calabrese Domenica Berté, chiamata Mimì da chi la amava, fu trovata senza vita, a 47 anni, nella sua casa a Cardano al Campo, in provincia di Varese, dove si era trasferita da poco.
In realtà il suo decesso era avvenuto due giorni prima, senza che nessuno se ne accorgesse, ed è proprio della sua solitudine che si è spesso parlato, in questi due decenni abbondanti dalla sua morte.


Ma la sua voce e la sua musica stanno attraversando ancora un’altra generazione di giovani artisti. Come Ermal Meta che, in un’intervista in diretta su AdnKronos Live, ha detto: «Un duetto con lei no, perché non mi sarei mai permesso, ma il mio sogno sarebbe stato quello di scrivere un pezzo per Mia Martini». Meta, in giro per l’Italia con il suo ‘Vietato Morire Tour’,  a Sanremo ha conquistato il terzo posto tra i Big e il Premio della Critica, intitolato proprio a Mia Martini.

Il rapporto conflittuale con il padre e le malelingue le rovinarono la carriera, oltre all’esistenza, e Mia trovò la conferma del suo talento solo agli inizi degli anni Novanta, poco prima della sua scomparsa. Per ricordarla, nell’anniversario della sua morte, nel 2015, la casa editrice Frassinelli ha pubblicato Il cielo resta quello di Francesco Leto. Non una biografia, ma un romanzo corale in cui la cantante di Almeno tu nell’universo compare come personaggio minore, ma comunque importante, presente dall’inizio fino all’ultima pagina. Il tutto sullo sfondo di quella Bagnara Calabra dove la Martini è nata e cresciuta con le sorelle, tra cui Loredana Berté, la madre Salvina, maestra di scuola elementare, e il padre Giuseppe, insegnante di greco e latino. «Ho inserito delle vicende vere in una cornice legata al mio immaginario personale, in una costruzione narrativa ispirata alle mie origini calabresi», ha raccontato a Iodonna Francesco Leto, classe 1983, già autore di Suicide Tuesday.

http://http://www.iodonna.it/

Patty Pravo INCONTRO ▪ Recensioni Album Songs 

PRAVISSIMA Recensioni Album Songs
Patty Pravo
INCONTRO
Raul Rizzardi RitZ’Ó



INCONTRO
; un “progetto” RCA del 1975, un po’ defilato rispetto a molti altri album di Nicoletta, un po a causa di una promozione debole ed un po forse per un lieve calo di popolarità dell’Artista , che sempre di più opta per scelte raffinate ed un po’ e elittarie. L’album è stato però poi rivalutato dal pubblico e oggi per alcuni risulta essere uno dei dischi più belli della PRAVO . Credo che la voce di PATTY sia stata in uno dei suoi momenti top sia come grana vocale che come intensità e pulizia, perfetta per interpretare i brani di questo album , fatti di grandi melodie ma mai banali e soprattutto adatti solo alla sua voce e al suo stile interpretativo.

Da ascoltare tra tutti: QUESTO AMORE SBAGLIATO ; un brano di rara intimità e dalla bellezza essenziale, ROBERTO e L’AQUILONE , dove il testo davvero poetico di BRUNO LAUZI e assoluto protagonista; LE TUE MANI SU DI ME diANTONELLO VENDITTI; la genialità e la raffinatezza di F.DE GREGORI con MERCATO DEI FIORI è invece una fotografia racconto tutto al femminile che unito all’interpretazione di PATTY svela un brano visionario echeggiato dalla sua voce limpida tra canto e racconto e poi INCONTRO,dove PATTY recita una parte del brano, credibile come sempre e forte del poetico ma moderno testo di M.FABRIZIO che sarebbe diventato negli anni uno tra gli autori più apprezzati nel panorama della musica italiana.

Da non trascurare le cover ; da MANDY (RISPONDI) di SCOTT ENGLISH – KERR ed il meraviglioso testo di SERGIOBARDOTTI a CAN’T GET IT OUT OF MY HEAD (COME UN PONTE SULL’ACQUA CHE VA) di LYNNE e sempreBARDOTTI protagonista

A completare il progetto gli arrangiamenti di TOTO TORQUATI , la produzione di GEPY & GEPY e le suggestive foto diARPAD.

 

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Raul Rizzardi RitZ’Ó per PRAVISSIMA – Facebook
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ORNELLA VANONI IO DENTRO

ORNELLA VANONI

IO DENTRO

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TRACCE   

Gli amori finiti – 4:08 – (G. D’Adamo – Sergio Bardotti – Gianni Belleno – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)


Va la mente va –
3:27 – (G. D’Adamo – Sergio Bardotti – Gianni Belleno – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)


Lo
specchio – 3:17 – (Testo di Alessandro Masuero – G. D’Adamo – Gianni Belleno; musica di Sergio Bardotti – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)


Tatuaggio
– 3:35 – (Sergio Bardotti – Chico Buarque
)Quale allegria – 3:58 – (Lucio Dalla)


Se ci sarà domani
– 3:54 – (Testo di Ezio Picciotta – Sergio Bardotti; musica di Dario Farina)


Caro dolce bambino
– 4:45 – (Testo di Ezio Picciotta – Sergio Bardotti; musica di Dario Farina)


Occhi
negli occhi (Olhos nos olhos) – 3:03 – (Sergio Bardotti – Chico Buarque de Hollanda)


Angela e angela
– 3:37 – (Testo di G. D’Adamo – Gianni Belleno; musica di Sergio Bardotti – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)


Tutti vanno via
– 3:18 – (Testo di G. D’Adamo – Gianni Belleno; musica di Sergio Bardotti – Ricky Belloni – Vittorio De Scalzi)

 
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Gli amori finiti” venne presentata nel corso della serata finale dell’edizione 1978 di Festivalbar

La versione in CD, stampata in pochissime copie dalla Fonit Cetra nel 1989 (CMD 2046), contiene i brani di entrambi gli album

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Io dentro

Ornella Vanoni. Pubblicazione 1977
Etichetta Vanilla, OVL 2008
Produttore Sergio Bardotti

Album precedente

Canzoni da films

(1976)

Album successivo

Io fuori

(1977)

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Il disco

Quasi tutti i testi portano la firma di Gianni Belleno e Giorgio D’Adamo del complesso dei New Trolls.

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PATTYPRAVO MONOGRAFIA ALBUM SONGS Radio station

PATTYPRAVO MONOGRAFIA ALBUM SONGS

Radio station

2002 – PRAVITIA/EPIC – PRV 507570 2

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1- L’IMMENSO
musica di R.PACCO – testo di F.CARRARESI e L.TEMPESTINI

Con la partecipazione dei musicisti: PHIL PALMER alle chitarre – GAVIN HARRISON alla batteria – SILVIO GALASSO al basso – ROBERTO VERNETTI alle tastiere – Archi suonati da “ORCHESTRA DI ROMA”, scritti e diretti da Fabio Gurion – Prodotta da ROBERTO VERNETTI

2- LONTANO
musica di ROBERTO PACCO . testi di FABRIZIO CARRARESI e LARA TEMPESTINI – Registrato a Londra – WEST SIDE STUDIOS

Con la partecipazione dei musicisti: PHIL PALMER alle chitarre – GAVIN HARRISON alla batteria – SILVIO GALASSO al basso – LUCA GATTI alle tastiere – Con la partecipazione vocale de “I CUGINI DI CAMPAGNA” – La voce di Patty Pravo è stata registrata a Rio de Janeiro – ESTUDIO MEGA – Prodotto da LUCA GATTI e PAOLO POLCARI

3- FARFALLA PENSANTE
testo e musica di MARCO PARENTE – Registrato a Trieste – SOULEST STUDIO

con la partecipazione dei musicisti: NICK ARDESSI e JANFREE – Con la collaborazione di SERGIO PORTALURI alla chitarra – Prodotto da AL CASTELLANA – Consulenza artistica MANUEL AGNELLI

4- A ME GLI OCCHI
compositore MARIO TRONCO – autore GIUSEPPE SERVILLO – Registrato a Milano STUDIO OFFICINE MECCANICHE

Con la partecipazione dei musicisti: MARIO TRONCO al piano Fender – PEPPE SERVILLO consulenza artistica – FAUSTO MESOLELLA alle chitarre – MIMMO CIARAMELLA alla batteria – FERRUCCIO SPINETTI al basso elettrico – Coordinatore artistico: FLAVIO D’ANCONA

5- NOI DI LA’ (Lagoinha)
musica e testo di CARLINHOS BROWN – versione italiana di MAX DE TOMASSI – Registrato a Rio de Janeiro ESTUDIOS MEGA

Con la partecipazione dei musicisti: BILLY BRANDAO alla chitarra – ARTHUR MAIA al basso – MARCELO COSTA surdo virado e TImbau – RAMIRO MUSSOTO programmazione (MPC), surdo virado, Timbau e Pandeiro – SASHA AMBACK alle tastiere – MURI COSTA e EVELINE HECKER backing vocals – Arrangiato e prodotto da MARCELO COSTA

6- NIENTE
testo di NICOLETTA STRAMBELLI – E. ALDRIGHETTI – musica di M. DI FRANZO – A. ZUPPIN – Registrato a Londra – WEST SIDE STUDIOS

con la partecipazione dei musicisti: PHIL PALMER alle chitarre – GAVIN HARRISON alla batteria – SILVIO GALASSO al basso – LUCA GATTI alle tastiere e a Roma – HOUSE RECORDING STUDIO con la partecipazione di ANDREA INNESTO al sax contralto – Archi suonati da ORCHESTRA DI ROMA, – diretta da FABIO GURIAN e registrati a Roma – Prodotto da LUCA GATTI e PAOLO POLCARI

7- LA FORMA MATERIALE
testo e musica di “PIANO B” – Registrato a Londra – WEST SIDE STUDIOS

con la partecipazione dei musicisti: PHIL PALMER alle chitarre – GAVIN HARRISON alla batteria – SILVIO GALASSO al basso – ROBERTO GIGLIO al piano acustico – ROBERTO VERNETTI alle tastiere – Archi suonati da “ORCHESTRA DI ROMA”, – scritti e diretti da FABIO GURIAN e registrati a Roma presso “HOUSE RECORDING STUDIO” – Ideazione artistica di ROBERTO GIGLIO, TOMMY BRANCA, STEFANO MASTRUZZI – Prodotti da ROBERTO VERNETTI

8- FAMMI MALE CHE FAI BENE
musica di KOJI NAKAMURA – testo di JUNJI ISHIWATARI – versione italiana di NICOLETTA STRAMBELLI e ROBERTO VERNETTI

9- AMBRA
musica e testo di ADRIANA CALCANHOTTO – testo italiano di MAX DE TOMASSI – Registrato a Rio de Janeiro – ESTUDIOS MEGA

con la partecipazione dei musicisti: RODRIGO CAMPELLO alla chitarra – ARTHUR MAIA al basso – MARCELO COSTA alla batteria e percussioni – Programmazione delle tastiere di SASHA AMBACK e con la partecipazione straordinaria di JAQUES MORELEMBRUM al violoncello – Arrangiato e prodotto da MARCELO COSTA

10- CAPTIVITY
musica di FEDERICO BRUNO – testo di NICOLETTA STRAMBELLI, ROBERTO GIGLIO – Registrato a New York THE HIT FACTORY STUDIOS NY e a Roma FORUM MUSIC VILLAGE ROME, HOUSE RECORDING STUDIOS HOME

con la partecipazione dei musicisti: FEDERICO BRUNO Pianoforte, Guitare, Backing vocals – CARLO BRUNO Bass – PHIL PALMER alle chitarre – ROBERTO VERNETTI alle tastiere – Prodotto da ROBERTO VERNETTI

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PRESENTAZIONE

Se facessimo scorrere velocemente il sintonizzatore della radio, frammenti incontrollati di suono entrerebbero nel nostro mondo emotivo. Salti di frequenza con suoni dolci, duri, cupi, rassegnati si alternerebbero a quelli classici e spirituali. Altre volte tetraggini, profondità e pulsioni si affaccerebbero con prepotenza, catturando tutto il nostro apparato emozionale e ricettivo. E’ questo il senso del nuovo lavoro discografico di PATTY PRAVO: un universo di atmosfere e repertori che hanno la capacità di esaltare tutta la passionalità che lei, con la sua voce ed interpretazione sa esprimere, fino a toccare tutte le sue anime, come se facesse brillare tutte le sfaccettature di un diamante. Sono flash di luce e di suoni che la ripropongono come la “Dorian Gray” della musica internazionale. Fresca, giovanile e anche solare. In perfetta armonia con le architetture del disco che, oltre a comprendere alcuni brani scritti anche da lei (CAPTIVITY, FAMMI MALE CHE FAI BENE, NIENTE), in cui consolida la sua icona stilistica, ribadita anche in LONTANO che si avvale della singolare partecipazione dei bravissimi e ironici “Cugini di Campagna”. Cambiano le frequenze ed entrano le inconsuete, rarefatte, pulsanti sonorità brasiliane: NOI DI LA (Lagoinha), di Carlinhos Brown e AMBRA di Adriana Calcanhotto, frutto di frequentazioni della più magica e raffinata “aria” carioca, di respiro internazionale. Altro “volo” di frequenza e s’incontra la zona più sensibile della nuova sperimentazione musicale di PATTY, dove l’incontro con i giovani autori esalta tutta la sua modernità interpretativa. Ecco alllora FARFALLA PENSANTE e LA FORMA MATERIALE, possibili, nuovi manifesti della musica italiana. Infine il consueto, irrinunciabile appuntamento galante con le raffinatezze di un brano come A ME GLI OCCHI, dal continente Avion Travel e l’irrazionale carnale rapporto con il rock catartico e “grunge” di FAMMI MALE CHE FAI BENE, dei giapponesi Supercar. Tutta la carica di sofisticata trasgressività stilistica che è legittimo aspettarsi da Lei. Sono alte frequenze. Sfiorano una zona indefinita, tra Paradiso e Inferno. RADIO STATION potrebbe essere l’emissione radiofonica delle passioni degli Angeli. Delle loro emozioni: a volte algide e distaccate, a volte esondanti sangue e sessualità. Come IMMENSO, il brano sanremese che non intende rinchiudersi nei limiti di quel contesto, ma vuole generosamente volare oltre, sperimentare e, in ciò comprendere, tutte le contraddizioni musicali e poetiche, creando così un luogo emotivo dove accostare e far convicere le angeliche diabolicità della nostra, maledetta, santità quotidiana.

RADIO STATION – MARCO PARENTE

Quando Manuel venne a Firenze a Luglio disse che era in contatto con Patti Pravo, che era in cerca di nuovi autori per il suo disco. Lui le ha fatto una rosa di nomi che lavorano con lui e le ha portato una decina di autori, tra cui c’ero anche io. Da qui è venuto fuori che uno dei pezzi che le avevo mandato le era piaciuto, un pezzo nuovo. Ha voluto conoscere me ed un altro autore, Amerigo Verardi. Dopo l’estate si è concretizzato il provino del pezzo a Milano, con lei che ha provato a cantarlo. Manuel ha seguito tutto il lavoro. Ufficialmente non si sa quando e come uscirà questo disco. Tuttavia sono contento perché la prima cosa su cui ha lavorato sotto forma di provino è stato proprio il mio pezzo, che comunque canterebbe lei sul suo disco. Per me è stata una conferma come autore, come scrittore di canzoni. Spesso in passato mi veniva rinfacciato di non essere un autore pieno, che le canzoni non erano abbastanza mature, che lo erano al 50%… e invece capita che Patti Pravo, la regina della canzone italiana insieme a Mina, si innamora di un mio pezzo. E’ stata la conferma ad alcune sensazioni che avevo in passato, oltre che una grande soddisfazione. PAOLO FIDANZATI (Webmaster “Falso Movimento” sito ufficiale di Marco Parente).

RADIO STATION”

di Lino TERLATI

Ormai i veri artisti non esistono più, quelli di cui bastava uno sguardo per attirare l’attenzione del pubblico, quelli che attraverso un’ottava della voce riuscivano a far venire i brividi, quelli che attraverso la loro vita facevano sognare. E’ davvero incredibile che ancora dopo trent’anni ci siano dei grandi capaci di far provare le stesse emozioni di sempre.. Patty Pravo rimane immutata nel tempo, fisicamente e mentalmente, forse nemmeno lei avrebbe immaginato che in quei giorni quando passeggiava con Ezra Pound, sarebbe diventata un mito della musica italiana. Come negli anni passati, Radio Station è una garanzia di qualità ed estasi elevata. Fresca reduce da un San Remo squallido, dove lei è stata l’unica regina incontrastata, pubblica ora un album difficile che contiene il brano sanremese L’immenso scritto da quella meraviglia di Roberto Pacco, che si è dimostrato un autore più interessante dei recenti Vasco Rossi,Roberto Vecchioni, Enrico Ruggeri. Radio Station ancora farà storcere il naso ai ciarlatani di radio private,ai benpensanti, ma ammalierà persone dai gusti coraggiosi e anime prave.- Bisognerà vedere se come vendite Radio Station riuscirà ad eguagliare Bye Bye Patty, o Notti Guai e Libertà o Una donna da sognare,ma io scommetto di si. La produzione stavolta non è affidata ad un solo team, ma ci sono diversi tecnici e produttori, si va Da Roberto Vernetti già con i Delta V, agli Avion Travel, al già citato Roberto Pacco, al brasiliano Marcelo Costa, a Roberto Giglio, quasi tutti nomi nuovi a nutrire la mantide Patty Pravo. L’elemento sorpresa in questo nuovo album è determinante. Una grande maturità che si percepisce in tutte le 10 tracce. L’immenso è deliziosa, cupa nell’introduzione sembra risvegliare i fantasmi di Emily Dickinson, ansie e paure, inquietudine e voglia di amore allo stesso tempo. Un gioiello. Lontano sempre composta da Roberto Pacco (ma chi è??) è il rovescio della medaglia: lineare, chiara e felice con i grandi Cugini di Campagna ai cori; La forma materiale un pezzo caldissimo che viaggia attraverso la bellissima voce di Nicoletta qui al meglio della sua forma. Per gli amanti della discordia c’è invece una A me gli occhi stralunata che affonda i suoi toni in qualche traccia di Occulte Persuasioni con una grande batteria metallica e distorta di Mimmo Ciaramella degli Avion Travel. Esplosione di ritmo è invece Noi di là un pezzo del grandissimo Carlinhos Brown scandito da un potente basso di Arthur Mala e da percussioni titaniche e rimbombanti, l’ideale prossimo singolo di Nicoletta. Fammi male che fai bene, è l’ala più estremista del disco , vero punk noise metallico e ossessivo che solo Patty Pravo poteva fare, altro che nuove bands underground italiane. Voce sanguinolenta e malata, chitarre pesanti, ritmi rallentati, il punto di comune accordo fra Male Bello e Parole . Patty vomita lamenti sadomasochisti, assolutamente regina della yakuza, verso la fine ci si avvicina al cyber-noise.Grandissimo pezzo. Ma ancora se tutto questo potesse non convincere ci sono gocce di pioggia radioattiva in Captivity un pezzo di 10 minuti con la conclusione di A me gli occhi; tutto sovrastato dal magico piano scintillante di Federico Bruno e dall’organo in lontananza di Roberto Vernetti come onde calme nel mare della sirena Patty Pravo, regina degli abissi più celesti, con una voce in grandissima forma, dizione perfetta, una preghiera notturna, che denuncia la fragilità di questo mondo. Grande ugola che si libera nell’aria con la delicatezza di una piuma che vola lontano. Patty Pravo conferma con Radio Station una grandezza ritrovata a pienemani. Ancora più interessante che nel recente passato.La Minaccia bionda fende l’aria con i suoi artigli ancora più taglienti che mai. Quando la musica ti fa piangere per la bellezza e il messaggio d’amore che emana. Altro che Matia Bazar………roba da matti. Lino Terlati

MUSICA & DISCHI N. 652 – 04/2002

Radio Station  *** – |Produzione: C. Bacchelli – Pravitia (Sony Music) PRV 507570 2|

Non si può dire che negli ultimi anni Patty Pravo sia stata immobile. Dal Festival di Sanremo del ‘97 ad oggi ha ritrovato lo slancio e la migliore follia creativa: quella follia necessaria per lei, soprattutto voce e cuore di una canzone, per guardarsi intorno e mettersi nelle mani di Vasco Rossi prima, per organizzare questo progetto poi. Un progetto ambizioso e complesso, come ha dimostrato anche la canzone portata al festival che, bella sì, non è nemmeno però la più rappresentativa dell’album, né la più immediata, né la più accattivante. Un album ricco invece di magia e di seduzioni, di interessanti appigli alle sonorità contemporanee (Farfalla pensante e A me gli occhi) e di una ricerca intelligente nel repertorio di artisti di qualità (Noi di là di Carlinhos Brown). Sull’ideale rotta Italia-Brasile-Resto del mondo, Patty dispiega tutta la sua migliore personalità vocale e trova in Niente una canzone di bellezza assoluta nella sua moderna classicità (con il fraseggio di sax alto che ricorda altre perle di un passato recentissimo). di Antonio Orlando

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NOTE ALL’ALBUM

RADIO STATION – PVR 507570 – 2002 – Stampato nelle sole versioni cd e mc

2009 – RADIO STATION – TRIACORDA/EDEL 0197952ERE – Ristampato nel 2009 in formato jewel box da Triacorda, – distribuzione Edel con il numero di catalogo 0197952ERE
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http://www.pattypravoweb.com/#